Quando diciamo a un founder che il progetto parte con delle interviste, la reazione tipica è un misto tra il colloquio di lavoro e l’interrogatorio di un detective. Nessuno dei due scenari è quello giusto.

Cosa succede durante le interviste per un progetto di cultura aziendale? Succede che per qualche settimana smettiamo di parlare noi e facciamo parlare l’azienda, una persona alla volta. Raccogliamo le frasi che le persone usano davvero quando raccontano perché restano, perché se ne sono quasi andate una volta, o cosa farebbero diversamente se comandassero loro per un giorno.

Chi si intervista in un progetto di cultura aziendale?

Non parliamo solo con il CEO, anche se spesso è lui o lei a chiamarci. Un progetto serio mette intorno al tavolo (o alla videochiamata) tre livelli: chi ha fondato o guida l’azienda, chi coordina i team, e chi è arrivato da sei mesi e guarda ancora tutto con occhi nuovi. Quest’ultimo gruppo è una miniera: non ha ancora assorbito le giustificazioni interne per cui “si è sempre fatto così”, e quindi nota cose che agli altri sono invisibili.

Un’intervista in un progetto di cultura aziendale è una conversazione guidata che punta a far emergere episodi concreti, mai opinioni generiche sui valori.

Come si preparano le interviste per la cultura aziendale?

La preparazione conta quanto la conversazione stessa. Prima di sedersi con qualcuno, studiamo l’organigramma, leggiamo quello che l’azienda ha già scritto su di sé (sito, codice etico, post interni) e segniamo le contraddizioni che saltano all’occhio. Poi costruiamo domande diverse per ruoli diversi: chi gestisce un team sente domande diverse da chi lo riceve.

Ecco cosa prepariamo, in pratica:

  • Una mappa dei ruoli da ascoltare: in proporzione a quanto quella voce rischia di restare inascoltata nel quotidiano.
  • Domande aperte, mai a risposta chiusa: “Raccontami un momento in cui ti sei sentito orgoglioso di lavorare qui” rende molto più di “Sei soddisfatto della cultura aziendale?”.
  • Un piano per il silenzio: la pausa dopo una domanda scomoda spesso contiene la risposta più vera, e va lasciata respirare invece che riempita subito.
  • Una promessa di riservatezza chiara, spiegata all’inizio di ogni intervista: senza, nessuno racconta l’episodio che conta davvero.

Perché le interviste contano più del questionario?

Perché un questionario raccoglie quello che le persone pensano di dover rispondere. Un’intervista raccoglie quello che le persone dicono quando si sentono ascoltate per davvero, magari per la prima volta da chi guida l’azienda. La differenza si sente già dal linguaggio: nei questionari la gente scrive frasi da ufficio stampa, nelle interviste racconta episodi con nomi, orari, dettagli imbarazzanti.

Questo è anche il motivo per cui scegliamo di non far condurre le interviste a chi è già interno all’azienda. Un collega, per quanto fidato, porta con sé una gerarchia implicita: chi risponde calibra le parole in base a chi ha davanti. Un’interlocutrice esterna, che non deve nulla a nessuno in quell’organigramma, ottiene risposte più oneste.

Cosa esce fuori da una serie di interviste aziendali?

Alla fine delle interviste, quello che ci ritroviamo in mano è un pattern: le stesse due o tre cose, raccontate con parole diverse da persone che magari non si parlano mai tra loro. Quando il reparto commerciale e il magazzino, senza essersi mai confrontati, citano lo stesso episodio di fiducia tradita o lo stesso momento in cui si sono sentiti davvero parte del progetto, lì sappiamo di aver trovato il filo narrativo su cui costruire tutto il resto: il PlayBook, il welcome kit, o qualunque formato serva a quella specifica azienda.

È il momento in cui il lavoro smette di essere un esercizio astratto sui valori e diventa Impollinazione Culturale vera: oggetti e gesti costruiti su quello che le persone hanno davvero detto, al di là di quello che l’azienda avrebbe voluto sentirsi dire.

Se ti stai chiedendo come funzionerebbe nella tua azienda, il modo più semplice per scoprirlo è una conversazione diretta: puoi scriverci dai contatti.

Per approfondire nel Glossario delle dinamiche di team: Cultura orale, Trattamento del silenzio e Accentramento delle informazioni.